Tappa 1 — Strutturare giuridicamente il proprio investimento a Bali
Prima ancora di parlare di terreno o di costruzione, la prima tappa per investire a Bali consiste nel comprendere il quadro legale applicabile agli stranieri.
A differenza della Francia, dove è comune comprare un immobile a nome personale, la maggior parte degli investitori stranieri passa attraverso una società indonesiana chiamata PT PMA.
Questa struttura permette in particolare:
Di affittare o acquisire un terreno nell’ambito di un progetto immobiliare
Di detenere e gestire una villa a Bali
Di percepire legalmente redditi locativi
E, in alcuni casi, di richiedere un visto investitore di tipo KITAS
Sul piano fiscale la differenza è anch’essa importante.
Con una PT PMA l’imposizione è dello 0,5% sul fatturato durante i primi tre anni.
A nome personale, invece, i redditi locativi possono essere tassati tra il 15% e il 25% in base al livello di reddito.
La struttura giuridica gioca un ruolo anche in caso di rivendita del bene.
L’imposta sulla plusvalenza è generalmente intorno al 10% tramite una PT PMA, contro circa il 20% a nome personale.
Altro punto essenziale: il modo in cui detieni il terreno.
A Bali, la maggior parte dei progetti immobiliari per stranieri si fa in leasehold. Si tratta di un diritto di sfruttamento del terreno per una durata definita, spesso da 20 a 30 anni, con opzioni di rinnovo previste contrattualmente.
Anche se questo sistema può sembrare insolito per un investitore europeo, corrisponde perfettamente alla realtà del mercato immobiliare locale.
👉Se vuoi vedere come Balimmo struttura questa parte per i suoi clienti, puoi consultare la nostra pagina sulla gestione legale di un progetto a Bali.







